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Il contesto in cui si inserisce questo contributo è quello di un lavoro di ricerca condotto dal CREA-PB nell'ambito delle attività del progetto ReteLEADER della Rete PAC: "Disuguaglianze territoriali di secondo livello e governance delle politiche rurali".

Il contesto in cui si inserisce questo contributo è quello di un lavoro di ricerca condotto dal CREA-PB nell’ambito delle attività del progetto ReteLEADER della Rete PAC: “Disuguaglianze territoriali di secondo livello e governance delle politiche rurali”.
La tesi centrale è che nei territori rurali esistano disuguaglianze che non dipendono dalla scarsità di risorse ma dalla capacità differenziata di accedervi, combinarle e usarle in modo integrato. Sono le cosiddette “disuguaglianze di secondo livello”: a parità di opportunità formali, alcuni territori sanno costruire strategie coerenti attraverso strumenti multipli, altri arrancano in un sistema frammentato dove ogni fondo risponde a una logica separata, con regole, tempi e obiettivi propri.
La “colpa”, secondo la ricerca, non è solo locale. Le architetture di programmazione definite a livello nazionale tendono a tradursi in quella che possiamo chiamare una “shopping list”: ogni strumento ha il suo oggetto, il suo ambito, i suoi destinatari. Il risultato è che i costi dell’integrazione vengono scaricati sui territori, che devono fare i conti con sistemi di policy disegnati per funzionare in silos e non in rete.
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