{"id":6452,"date":"2026-02-10T13:42:04","date_gmt":"2026-02-10T12:42:04","guid":{"rendered":"https:\/\/reterelate.it\/?p=6452"},"modified":"2026-02-10T13:42:11","modified_gmt":"2026-02-10T12:42:11","slug":"futuro-sostenibile-la-comunita-al-centro-della-gestione-territoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reterelate.it\/en\/eventi\/futuro-sostenibile-la-comunita-al-centro-della-gestione-territoriale\/","title":{"rendered":"FUTURO SOSTENIBILE: la comunit\u00e0 al centro della gestione territoriale"},"content":{"rendered":"<p>Incontro 13 Febbraio 2026 ore 9:15 Sala Conferenze ADA Frosinone Via Francesco Veccia, 23<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"725\" src=\"https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-1024x725.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6453\" srcset=\"https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-1024x725.png 1024w, https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-300x212.png 300w, https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-768x544.png 768w, https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-1536x1087.png 1536w, https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-2048x1450.png 2048w, https:\/\/reterelate.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/13-febbraio-2026-18x12.png 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">FUTURO SOSTENIBILE: la comunit\u00e0 al centro della gestione territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L\u2019incontro promosso dal Network Re.La.Te. e coordinato da alcuni nodi della Rete espressione del tessuto socio-economico territoriale, quali l\u2019Associazione Terre del Basso Lazio, l\u2019Associazione Prociv, la Cooperativa Agricola Sociale Agribombom, l\u2019Associazione OR.T.I.C.A. e la Societ\u00e0 Cooperativa 66COOP\u2013vuole essere momento di confronto, analisi e riflessione su alcuni aspetti e nodi tematici del percorso di sviluppo rurale avviato nel Lazio Meridionale e promosso da quella vasta ed eterogenea pluralit\u00e0 di attori che, da alcuni anni, animano Re.La.Te..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Reti Laboratori e Territori (abbr. Re.La.Te.) \u00e8, infatti, un network informale composto da realt\u00e0 della societ\u00e0 civile, associazioni di categoria, da centinaia di aziende (in modo diretto, ma soprattutto attraverso reti d\u2019impresa e associazioni di scopo), professionisti, rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca ed enti locali, attivo da anni nella regione Lazio e, pi\u00f9 recentemente, in altre regioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il Network anima con continuit\u00e0 la dimensione rurale del Centro Italia, attraversoun approccio \u201cfluido, a geometria variabile e non identitario\u201d;si pone come cinghia di trasmissione tra i vari livelli di governance ed i percorsi socio-economici dei territori, facendo dell\u2019innovazione sociale e della condivisione di saperi e conoscenze la propria mission.Proprio in questa ottica obiettivo prioritario, strettamente correlato ai lavori del 13 febbraio, \u00e8 il radicamento del Quadruple Helix Model nel Lazio Meridionale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">A seguire un veloce abstract\u00a0 che tocca alcuni dei nodi tematici che verranno approfonditi dai vari relatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u00a0ABSTRACT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Le aree interne e i territori cosiddetti &#8220;marginali&#8221; rappresentano oggi la sfida pi\u00f9 complessa, ma anche la riserva di opportunit\u00e0 pi\u00f9 preziosa, per il sistema Paese. Non si tratta pi\u00f9 solo di contrastare lo spopolamento o di garantire la sopravvivenza di presidi antropici, ma di invertire un paradigma che ha visto, per decenni, la centralit\u00e0 urbana drenare risorse e attenzioni. Questi territori abbisognano oggi di connessioni reali, non solo fisiche, e di <strong>&#8220;traiettorie praticabili&#8221;<\/strong>: percorsi di sviluppo concreti, sostenibili e misurabili, in grado di valorizzare e rafforzare le proprie potenzialit\u00e0 latenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>\u00c8 necessario superare la narrazione della &#8220;resilienza passiva&#8221; per abbracciare quella della <\/em><strong><em>progettualit\u00e0 attiva<\/em><\/strong><em>. In questo scenario, il Lazio, e in particolar modo il suo quadrante meridionale, assume un ruolo di laboratorio a cielo aperto per nuove politiche di coesione<\/em>. Il settore primario rimane la spina dorsale di questi territori, ma non pu\u00f2 pi\u00f9 essere inteso in senso tradizionale. L&#8217;agricoltura deve evolversi verso la <strong>multifunzionalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impresa agricola moderna nelle aree interne diventa presidio idrogeologico, centro di produzione energetica da fonti rinnovabili, luogo di turismo esperienziale e fornitore di servizi sociali (agriasili, fattorie didattiche, agricoltura sociale).<\/p>\n\n\n\n<p>Urge, per\u00f2, passare da una visione conservativa statica a una <strong>gestione attiva e sostenibile<\/strong> del paesaggio rurale.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi gestir\u00e0 queste trasformazioni? Lo Stato non pu\u00f2 arrivare ovunque, e il mercato privato spesso non trova convenienti certe aree marginali. Qui si inserisce il ruolo cruciale del <strong>Terzo Settore e dell&#8217;imprenditoria civica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;importanza delle <strong>Cooperative di Comunit\u00e0<\/strong> risiede nella loro capacit\u00e0 di ricucire il tessuto sociale. Sono strumenti giuridici e operativi che permettono ai cittadini di diventare produttori e fruitori di beni e servizi; le cooperative di comunit\u00e0 rappresentano nuove forme ibride di partecipazione e gestione.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste realt\u00e0 non sostituiscono il pubblico, ma lo integrano, generando quel senso di appartenenza che \u00e8 l&#8217;unico vero antidoto allo spopolamento. Favorire la nascita di queste aggregazioni, semplificandone la burocrazia e sostenendone lo start-up, \u00e8 un dovere politico prioritario.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare in un sistema rurale come il nostro caratterizzato da una parcellizzazione estrema: una frammentazione che non \u00e8 solo fisica, legata alla dimensione dei fondi, ma \u00e8 anche sociale e strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per affrontare queste sfide locali, \u00e8 necessaria una &#8220;lettura globale&#8221;. Non possiamo pi\u00f9 permetterci di interpretare l&#8217;identit\u00e0 di un territorio come un mero perimetro geografico, un confine da difendere. L&#8217;identit\u00e0 rurale moderna \u00e8, al contrario, &#8220;relazione&#8221;. \u00c8 la somma delle interconnessioni tra forme di produzione, forme di socialit\u00e0 e gestione delle risorse. In questo scenario, dove la piccola dimensione rischia di tradursi in irrilevanza economica e isolamento sociale, i <em>commons<\/em>\u2013le risorse comuni, fisiche e intangibili \u2013emergono non come un nostalgico ricordo di usi civici passati, ma come una formidabile opportunit\u00e0 e una prospettiva concreta di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dinamiche che scaturiscono da questo processo sono necessariamente cooperanti e ibride. Esserichiedono quella che in letteratura viene definita una <em>tuned up multilevel governance<\/em>(una governance multilivello ben sintonizzata). Non basta l&#8217;azione dal basso, e non serve l&#8217;imposizione dall&#8217;alto: serve un meccanismo di ingranaggi ben oliati che permetta alle istanze locali di dialogare con le strategie regionali ed europee.<\/p>\n\n\n\n<p>Adottare un&#8217;ottica sensibile all&#8217;interdipendenza tra sistemi sociali ed ecologici significa capire che la salute della comunit\u00e0 rurale \u00e8 vincolata alla salute del suolo, delle acque e della biodiversit\u00e0 che essa gestisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Passare dalla frammentazione alla rete, dal perimetro alla relazione, dalla propriet\u00e0 esclusiva alla gestione condivisa: questa \u00e8 la sfida. Le risorse ci sono (fisiche e umane), le comunit\u00e0 sono pronte a riattivarsi. Ci\u00f2 che serve ora \u00e8 costruire e legittimare quei &#8220;protocolli sociali&#8221; e quelle alleanze istituzionali che permettano di trasformare un insieme di particelle catastali in un paesaggio vivente, produttivo e solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Inquesta visione di rigenerazione, il concetto di commons trova una profonda e feconda risonanza nella prospettiva cristiana. I beni comuni non sono solo risorse gestite collettivamente, ma riflettono il principio teologico della destinazione universale dei beni. La terra non \u00e8 un bene da sfruttare ma un&#8217;eredit\u00e0 comune che richiede una responsabilit\u00e0 solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>La gestione ibrida nasce dalla presa d&#8217;atto di un fallimento strutturale. I regimi tradizionali di propriet\u00e0, sia essa pubblica o privata esclusiva, faticano oggi a rispondere alle sfide della contemporaneit\u00e0. La propriet\u00e0 pubblica spesso sconta la mancanza di risorse economiche e umane per una manutenzione capillare; la propriet\u00e0 privata, d&#8217;altro canto, \u00e8 vittima di una <strong>frammentazione fondiaria<\/strong>(la cosiddetta <em>polverizzazione<\/em>) che rende antieconomico qualsiasi intervento di silvicoltura sostenibile su piccola scala.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;associazionismo fondiario risolve il problema &#8220;tecnico&#8221; della scala dimensionale, le <strong>cooperative di comunit\u00e0<\/strong> rappresentano il cuore pulsante dell&#8217;innovazione sociale. Esse incarnano un cambio di paradigma: i cittadini di una comunit\u00e0 smettono di essere spettatori passivi o semplici residenti e si organizzano per diventare <strong>produttori e fruitori di beni e servizi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019incontro<br \/>\npromosso dal Network Re.La.Te. e coordinato da alcuni nodi della Rete espressione del<br \/>\ntessuto socio economico territoriale quali l\u2019Associazione Terre del Basso Lazio, l\u2019Associazione Prociv, la<br \/>\nCooperati va Agricola Sociale Agribombom , l\u2019Associazione OR.T.I.C.A . e la Societ\u00e0 Cooperativa 66COOP<br \/>\nvuole essere momento di confronto, analis i e riflessione su alcuni aspetti e nodi tematici del percorso di<br \/>\nsviluppo rurale avviato ne l Lazio Meridionale e promosso da quella vasta ed eterogenea pluralit\u00e0 di attori<br \/>\nche, da alcuni anni, animano Re.La.Te..<\/p>","protected":false},"author":6,"featured_media":6454,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_gspb_post_css":"","footnotes":""},"categories":[79],"tags":[87,86,84],"class_list":["post-6452","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","tag-futurosostenibile","tag-networkrelate","tag-sviluppolocale"],"blocksy_meta":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6452"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6455,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6452\/revisions\/6455"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reterelate.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}