Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Report su Futuro sostenibile, la comunità al centro della gestione territoriale

A Frosinone il Network Re.La.te. lancia la sfida per il rilancio delle aree interne tra cooperazione e innovazione sociale.

Share your love

FROSINONE – “Futuro sostenibile: la comunità al centro della gestione territoriale”. Questi i temi portanti discussi presso la Sala Conferenza dell’Area Decentrata Agricoltura (ADA), durante l’incontro promosso dal Network Re.La.te. (Reti, Laboratori e Territori) . L’evento ha riunito i principali attori della Cooperazione e del terzo settore per delineare nuove strategie di sviluppo per il Lazio Meridionale. In questo contesto, la Cooperazione non è stata intesa solo come modello economico, ma come il motore indispensabile per trasformare la somma dei singoli in una forza collettiva capace di generare valore condiviso.

Nuovi modelli di gestione: i “Commons” e la ruralità
L’apertura dei lavori è stata affidata a Matteo Salvadori, coordinatore del Network Re.La.te., il quale ha delineato la ruralità come una frontiera privilegiata per una sperimentazione socio-economica fondata sulla condivisione. Salvadori ha sottolineato l’urgenza di implementare “nuove forme di produzione, di socialità, di relazione e nuove forme di vita” attraverso una progettazione che nasca direttamente dal basso. È in questo solco che popoliamo di idee i nostri territori: non limitandoci ad abitare uno spazio, ma seminando visioni creative che sappiano restituire un senso profondo ai luoghi.

Un punto cruciale del suo intervento ha riguardato il recupero dei terreni abbandonati, che vanno affrontati come potenzialità latenti e non solo come criticità, auspicando “una nuova forma di gestione, una gestione ibrida tra pubblico e privato all’insegna del comune”. In tale scenario, i cosiddetti “Commons” rappresentano, secondo il coordinatore, “una delle traiettorie da seguire partendo dalla relazione e dalle cooperative di comunità”. Rafforzare il senso di comunità significa, dunque, riscoprire la responsabilità collettiva verso ciò che appartiene a tutti.

L’Università come pilastro dello sviluppo territoriale
In questo processo di rinnovamento, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICAS), come illustrato dal Prorettore alla Ricerca Carlo Russo. Il Prorettore ha evidenziato come l’Ateneo intenda porsi come “un facilitatore di questi processi”, sentendo il dovere etico di offrire il proprio contributo scientifico e umano al futuro dei territori.

Russo ha posto l’accento sul tema delle comunità, un concetto cardine per l’istituzione “proprio per il senso di condivisione e di comunità che esce da queste parole”. L’obiettivo accademico è quello di sostenere e condividere un percorso di sviluppo che passi per “la valorizzazione di quello che è un patrimonio di connessioni, un patrimonio immateriale di cui questo territorio è ricchissimo”. Alimentare ogni connessione tra saperi e territori è la chiave per trasformare le potenzialità in progetti concreti.

L’allarme demografico e l’economia civile
Particolarmente incisivo è stato l’intervento di Daniele Bruno Del Monaco, responsabile di LegaCoop Agroalimentare Lazio, che ha scosso la platea analizzando i dati urgenti sul declino demografico. “La provincia di Frosinone nei prossimi cinque anni perderà circa 22.000 abitanti, il che significa che perderà una città media come Anagni o Ceccano” ha dichiarato Del Monaco, lanciando una sfida narrativa ed economica senza precedenti.

Davanti a questi numeri, la risposta deve muoversi con determinazione contro la rassegnazione, opponendo alla passività la forza della progettualità consapevole. Secondo il responsabile di LegaCoop, è necessario smettere di guardare alla provincia come a un luogo da proteggere con nostalgia, scommettendo invece su “un luogo da scegliere per vivere”. Per raggiungere questo traguardo, Del Monaco ha invocato il passaggio a un’economia civile “dove la comunità si riappropria del proprio ruolo e comincia a essere protagonista del territorio”, permettendo al genius loci di rifiorire dall’interno. Questa transizione trova il suo compimento in un’ecologia delle sostenibilità: un approccio sistemico dove la tutela dell’ambiente, la dignità sociale e la tenuta economica convergono in un unico modello di benessere.

Il Network Re.La.te.

L’evento è stato coordinato da una rete di realtà d’eccellenza, tra cui l’Associazione Terre del Basso Lazio, l’Associazione Prociv Centro Italia, la Cooperativa Agricola Sociale Agribombom, l’Associazione OR.T.I.C.A. e la Società Cooperativa 66COOP. L’incontro ha confermato che la sostenibilità delle aree interne risiede nella capacità delle comunità locali di farsi carico di una nuova, coraggiosa e coinvolgente narrazione territoriale

Condividi
Re.La.Te
Re.La.Te
Articles: 13